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Armi batteriologiche

   
  Il tema della guerra batteriologica non è mai stato affrontato seriamente dai media per varie ragioni: la segretezza assoluta dei laboratori esistenti (migliaia), il terrore strisciante che diffonde l'argomento stesso, e la poca spettacolarità di questa micidiale arma. La guerra batteriologica, presa sempre sottogamba, è in realtà molto più pericolosa di un conflitto nucleare in quanto ha la capacità di propagare il contagio con le proprie forze attraverso il mondo e non esisterà mai una misura difensiva adeguata per arginare un'epidemia dilagante provocata da qualche bomba batteriologica. I governi che realizzano gli agenti infettivi da utilizzare come arma biologica, producono ovviamente anche i relativi vaccini con cui immunizzare le proprie truppe però sono indifesi contro gli attacchi del nemico. Se, ad esempio, gli Americani vaccinano i propri soldati contro un attacco batteriologico di antrace lanciato dai Russi le possibilità in gioco sono tre: 1) Il vaccino è effettivamente adatto a quel tale agente infettivo. 2) I Russi lanciano ordigni contenente meningite meningococcica o peste bubbonica o vaiolo o chissà che altro. 3) I Russi lanciano ordigni contenenti  spore di antrace geneticamente manipolato e quindi più potente.
Di fronte a queste possibilità non c'è che da sperare di incappare nel vaccino giusto e nel relativo aggressivo biologico. Ma se l'agente infettivo non corrisponde alle nostre aspettative cosa facciamo? Non c'è risposta a questa domanda, specie se ci si trova sul campo di battaglia: si muore e basta. Ogni nazione potente od "imperialista" come l'America, la Russia ed altre hanno tutt'ora migliaia di laboratori attivi per la produzione delle più svariate sostanze chimiche, nuovi ceppi virali infettivi e armi nucleari varie. Di fronte ad una così vasta gamma di scelte cosa si può pensare? Se in battaglia non usano l'antrace ma il vaiolo o la peste o dei gas chimici o il "gas cancrena" che differenza fa? Non ci si potrà mai vaccinare a tutti questi aggressivi , ed a taluni mai (gas cancrena ad esempio), perciò l'uso di queste armi, seppur bandito a livello globale da ogni conflitto, rischia sempre di fare la sua spiacevole comparsa. Durante la guerra del Golfo Saddam minaciò l'uso di queste armi (di cui disporrebbe in abbondanza) ma dietro consiglio statunitense rinunciò, infatti l'uso da parte sua di una sola bomba batteriologica su Israele avrebbe fatto scattare un immediato attacco americano a Bagdad con armi nucleari. La tragedia si sfiorò per un soffio.

  Su Alchymia et Ars Medicinae verrà presto pubblicato un articolo dedicato appunto alle armi batteriologiche, alle conseguenze legate al loro impiego, alla loro storia ed alle tragedie a loro connesse che si verificarono nei laboratori che le producevano; insomma si cercherà di creare un quadro generale indicativo di che cosa realmente è la guerra batteriologica, la cosiddetta "bomba atomica dei poveri", che miete più vittime degli ordigni nucleari.


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