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La Grande Peste, Genova 1656-1657

a cura di Andrea Mathis

  Tra i vari libri sulla peste che sono stati pubblicati, uno in particolare è da segnalare per la ricchezza di contenuti storici e scientifici. Si tratta de La Grande Peste del frate cappuccino Padre Romano da Calice, del convento di Santa Margherita Ligure, (al secolo Romano Cerro) studioso infaticabile di questo argomento ed autore di un'opera che, a parer mio, non è stata ancora eguagliata.
Sfogliando le pagine del libro ci si accorge subito che non si sta leggendo un trattato di immunologia o microbiologia, ma di analisi della storia della peste, in particolare di quella che colpì Genova tra il 1656 ed il 1657, mietendo decine di migliaia di vittime. L'infaticabile frate, oltre che avvalersi dell'ausilio di opere già conosciute di noti studiosi dell'argomento, basa la spina dorsale del suo testo sul resoconto della grande pestilenza, redatto dal padre Antero Maria Micone
nel 1658. Un capitolo molto interessante, fra gli altri, è quello dedicato al grande mistero della scomparsa della peste in epoca relativamente recente: La battaglia di Astrakan. In questa parte egli spiega come i familiari ratti neri (Rattus rattus), vennero distrutti dall'avanzata dei loro antagonisti più forti e feroci: i ratti grigi (Rattus norvegicus), determinando la cessazione della "felice" convivenza con l'uomo di cui ne infestavano le case.
Tra i vari aspetti dell'opera risalta particolarmente l'eterno riconoscimento ai religiosi che durante la terribile epidemia del 1656, a Genova, diedero la vita per curare le vittime di quel flagello; vengono inoltre citati pittori ed altri artisti, che per commemorare quell'avvenimento, realizzarono tele ed offreschi in varie chiese della città. Un capolavoro di questi è fruibile in questo stesso sito e venne realizzato dal pittore genovese Domenico Fiasella. Si intitola La peste a Genova
. La tela ha avuto una storia molto movimentata in quanto introvabile; solo la tenacia del padre Romano da Calice e dei suoi collaboratori l'ha riportata alla luce. Dopo un'estenuante ricerca per l'Italia, infatti, la trovarono presso un privato e la fotografarono. Per gentile concessione dei frati di Santa Margherita è disponibile su questo sito però nel libro è rappresentata in bianco e nero in quanto presa da una vecchia cartolina.
Il libro è poco reperibile in quanto servito da una inadeguata distribuzione ma si può richiederne copia, inviando un'offerta, al Convento dei Frati Cappuccini di Santa Margherita Ligure - in via Manara, 6 CAP 16038 - Tel. 0185-286156.


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