Alice  |  Tin.it  |  Foto album |  Disco remoto |  Community 

       Giovanni  Gievro



MEDICINA

Le pagine di
Alchymia et Ars Medicinae


 Introduzione al Trattato e reggimento utilissimo per servirsene nel tempo della peste di Giovanni Gievro.

    Il Trattato e reggimento... del Gievro mette in luce alcuni aspetti fin troppo noti nell'ambiente medico di fine '500: cause, sintomi della peste e suoi farmaci. Sebbene investito dell'autorità di medico del re Francesco I, egli non differisce contenutisticamente dagli altri autori suoi contemporanei, anzi, si inserisce nel florido torrente dell'editoria medica dell'epoca come un trattato qualsiasi ma comunque apprezzato e ritenuto di valore dai medici rinascimentali.


   Se ben la disposition dell'aria fredda, e secca al tempo di peste, sia la piu lodata, nondimeno bisogna moderation in quella, si come nell'altre cose non naturali. Havendo consideratione à l'età, à la complessione, alla maniera del vivere, à la virtù, al sesso, à la regione, alla composition del corpo; al costume, à la malattia, al tempo & à cose simili; perche l'un richiede cose piu calde che un'altro, & cosi dell'altre qualità le quali io lasso ne la discretione de Signori Medici, & à quelli che hanno buon giuditio naturale. Il piu sicuro è elleggersi per stanza luoghi alti, tener da matina dopò levata di Sole (se fa tempo chiaro) aperte le finestre verso levante: e la sera quelle della parte di tramontana, che è il piu netto de gli altri venti: & in difetto di tali finestre, sieno aperte quelle verso Occidente: tenendo chiuse quelle di Mezzogiorno, il qual vento di sua natura è pestilentiale: fuggendo parimente i luoghi che non sieno sfogati: e fuggendo il chiaro della luna, & il seren della notte [...].

   Le vivande sieno di facil digestione piu ne la state che nel verno; havendo riguardo alle complessioni, & conditioni, & all'altre cose, com'è detto di sopra. L'hora di pigliare il cibo è quando l'appetito è venuto dopò la prima digestione. La molta repletione o del bere, ò del mangiare è prohibita. La moderatione deve dominare: Ma è ben d'uscir da tavola sempre con qualche poco d'appetito, il qual passa via di subito[...]. Il pane sia di buon grano, ricolto in aria buona, non corrotto per essere stato guardato assai tempo, ne riscaldato, & ben netto dalla polvere: sia con un poco di sale ben lievito, colto in luogo non sospetto di cattiva aria, & sia d'uno, o di due giorni circa [...].

   Egliè espediente fare il suo esercitio moderato però secondo la diversità de le complessioni, da mattina, o da sera innanzi pasto per luoghi non sospetti di cattiva aria. Dice Avicenna che colui solo si debbe astener dall'esercitio il qual non tien cura della sanità. Et Galeno dice, che l'esercitio vivifica le virtù naturali animali, e vitali. Et Rafis allega una gran peste, da la quale poche genti rimasero vive, eccetto i cacciatori per il loro esercitio [...].

   Subito che la persona si sente sopra presa dal male, pigli quanto è il peso di uno scudo, ò in circa, di bolo armenio, in polvere preparata (si come qui appresso sarà dichiarato) stemperata in un bicchiere con un dito d'acqua rosa e mezzo dito di vin bianco buono, & bevi tutto questo in una volta, & s'egli la vomita ne pigli altrettanta, per fin tre volte: Questa polvere è approvata, & è bene starne finito, laqual si prepara di questa maniera. Recipe per denari di bolo armenio in polvere, & sia in mollo per un'hora ò piu in acqua di acetosa poi lassisi seccare all'hombra, & di nuovo si metta a stemperare per tre ò quattro volte in detta acqua, lassandola sempre seccare, com'è detto, & serbatela in un saccheto di corame per valersene quando il bisogno venisse, essa si conserva longamente, & in caso che'l patiente non si sentisse febbre, o poca, in luogo di dette cose, subito che la persona si sentisse soprapeso dal male, si li potra dare a bere con un dito di vino, & altrettanta acqua rosa, quanto sia il peso d'un scudo di quello che seguita, & è singulare [...]. 

 

Bevanda perfetta per conservarci da peste.

Piglia mez'oncia d'acqua vite, d'una cotta, on.tre di cannella fina pesta, & mette in infusione per spatio di giorni sei, dopoi piglia giulebbe quanto ti piace, & mescola con dett'acqua, poi la mattina pigliane un poca in bocha, & sgargariza, & poi sputate che haverai le colere, pigliane un bicchiere, & immediate fa esercitio temperato.

 

Pillole dette gloriose.

Bettonica                                             una meza oncia.

Pimpinella, cioè selbastrella:               una meza oncia.

Chamandreos.                                     una oncia.

Mirrha eletta.                                       una meza oncia.

Aloe patico.                                         un'oncia, e meza.

Zafferano.                                           una meza oncia.

Bolo armenio.                                      una meza oncia.

   Le sopradette cose vogliono esser peste, & stacciate minutissime, & farne pillole.

 

 

   

 

 

 

 



Dizionario / Ricette / Erbario / Vs. posta / Alchymia et Ars Medicinae / Unità di misura / Testi / Home