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RICETTE

Le pagine di
Alchymia et Ars Medicinae


 Tintura d’acciaro.

    Eliquasi l’acciaio come cera quando sintillante, e bollente s’estrica col solfo casando in vaso terreo semi pieni d’acqua, perche essendo di metallo nel colare lo perforarebbe, il quale lavato, e triturato volendo far la spuma d’acciaro, che serve per le Pill. del Gelli tanto frequentate in Toscana, bollesi in vaso terreo con vino generoso, che farà la spuma copiosa: Volendo conseguire la tintura si digerirà parimente in vino generoso, od’aceto stillato aggiungendovi alcuni pochi garofani incisi, & in particolare dovendo servire per il femmineo festo, che si ritrovono per lo più certi stomachi freddi, che altro che un forno non li scaldarebbe, separasi pe carta bibula, e discutiente, dissopilante, ed aperiente dose sc.1. a *.s.

Per conseguire le tinture è necessità passare alla peritione, alteratione, & corruttione del corpo mancipabile per renderlo habile, e possibile, come d’uopo essanimabile, & solubile, havendo dell’impossibile ottenere dalle duritie de corpi l’essenza delle loro sostanze, naturalmente vincolata, e congesta trà l’inequalità contrarie inferta. Ob quam rem ex una sit alia, poiche altro non sono le tinture che l’anima del materiale, potendosi anco esse convertire in sale in spirito, & olio che secondo la più comune de Filosofi questa triplicità è l’anima lo spirito, el corpo. Una sunt, & una res est, accertiorandosi questo trifaggio della natura, e comaggio dell’arte, convenendo nella qualità ma non nella sostantialità, commutandosi l’uno nell’altro per destillatione per evaporatione Ubi necesse est theorica informetur practica, & nel primo delle Meth. Per varios usus artem experientie facit, cura l’ostruttioni splenetiche, epatiche, hypocondriache & hysteriche.

 

 

 

 

 

 


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