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RICETTE

Le pagine di
Alchymia et Ars Medicinae


 Tintura Corallina.

    Di Coralli rubicondi purgati dalle parti marittime triturati si digeriscono in acet stillato per dieci giorni evaporansi a cennere, s’espongono à fuoco di secondo grado 4.hore che riaquistaranno il colore smarrito, essendo salificati cedenti al dente, estrahesi la tintura col mestruo nobile espresso, evacuasi l’humidità, replicandolo al solito, restarà la tintura circolasi col spirito di vino, evaporandosi la metà, vale ad ogni hemororgia, e cruente flusso, come trà gl’hemagoghi il più nobile. Altri calcinano il Corallo in secondo grado acciò non deponghino il colore e procedono come sopra, ma è cosa prolissa tacio la vulgare con cera, ed aceto a B. bolliti, i quali benche intieri restano dealbati, la quale dalla cera resoluta l’humidità con acqua vite per digestione s’estrahe. Sine labore, & sudore nemo debet artem possidere. Altri levigano il corallo a porfido con spirito di Vitriolo soprafondono mestruo nobile, & passandolo per cornetta estrahendone due parti, restando il terzo, replicasi fino alla decima quarta volta, la decima quinta estrahesi l’humido, restarà l’estratto di colore sanguineo, altri separano le tinture per inclinatione, evaporando More solito, altri calcinano il Corallo per tre giorni in forno reverberatorio finche venga spongoso, e russo friabile, e lieve, & così con eguale misura di nitro. Tot capita, tot sententia, & unusquisque suum laudat, credat unusquisque, qua (...) vult indicia sunt libera, secondo il Prencipe della Romana eloquenza, dichiarando, che in simili operationi bisogna caminare apertis oculis & omnia cum tempore nam primus error est fest matio et omnis abbreviatio, est à vera via alienatio, parlando delle tinture per scopo d’essanimare il misto, ed’essaltare il composto, dove si ricerca speciale prodezza attuale diligenza, patienza, e provecchiata esperienza, le quali non essendo estratte per calcinatione, putrefatione, solutione, & cohabatione, trattandosi di corpi alidi, e solidi, non sono valevoli le digestioni, e le destillationi, hor quivi mi ristringo, mi risospingo, ed’accingo à descrivere la vera tintura filosofica, che non precipitarà, riterrà il colore, e poiche precipitando sono. Sicut album in pariete, più falsifiche, che filosofiche.

 

 

 

 

 

 

 


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