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Il succo delle foglie di questo genere di piante, una volta estratto ed essiccato, viene utilizzato come purgante, anche se il suo sapore è amarissimo. Esso prende il nome di "lucido" o "epatico". I principi attivi contenuti nella droga sono composti antracenici, antrachinonici, glicosidi, aloina, barbaloina. Ne viene sconsigliato l'uso in stato di gravidanza od allattamento, nel periodo mestruale, negli stati emorroidali, infiammatori dell'intestino e dell'appendice, della vescica e dell'utero, nelle enterocoliti. Si deve evitarne l'assimilazione se si sta già facendo uso di farmaci cardioattivi, di cortisone o diuretici. L'aloe viene utilizzato come lassativo antrachinonico, cicatrizzante, colagogo, coleretico, emmenagogo, antidermopatico (uso esterno), antinfiammatorio (uso esterno), cosmetico ed anti ustione. Viene poi particolarmente indicato per la cura della atonia intestinale, l'insufficienza epatobiliare, le ustioni e le scottature (anche solari), la stipsi, le affezioni cutanee e le dermatosi. L'azione lassativa inizia nell'intestino crasso dopo 8-12 ore dall'assunzione. Gli effetti collaterali sono la colorazione delle urine, passaggio nel latte materno, diarrea prolungata con coliche dovuta a sovradosaggio.
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