Alice  |  Tin.it  |  Foto album |  Disco remoto |  Community 
they set free the slave


pensieriPrince symbolPrince

 

 
 
 
 



Rosie Gaines:Being with Prince wasrosie gaines sometimes good sometimes bad. We have a love hate relationship. some time we get alone sometimes we don't.As of yet there are no plain to work together. He's doing his thing and IM doing mine.Doing Rave for me at that time i did not have fun that night. But there were many times that i did have a wonderful time. We were all sick that night on rave with flue. So you know how that goes when your not at your best. But when i look at now i though its OK not any of our best.(interpellata personalmente il 22 Novembre 2000)


lucio dalla: Per anni è stato il mio riferimento musicale, il più grande e il più sconvolgente genio contaminatore, rimescolatore di stili e, sopratutto, un prodigio della pubblicità sia del canto e dell'organizzione ritmica della musica che sostiene il canto. /Prince, che è aperto a tutte le musiche del mondo, ha lavorato con tre manager d'origine italiani (Cavallo, Fargnoli e Ruffalo), ciò gli ha permesso di recuperare la parte melodica della musica che, non spesso i mucisisti funky mettono in evidenza. La sua abilità era quello di prendere la melodia che avesse qualche riferimento ispano-americano o mediterraneo, col coraggio e con la sperimantanzione di cui era un profondo conoscitore, le melodie pure le mischiava con situazioni quasi d'avanguardia, è facile sentire armonizzazioni che poteva fare Stranvinsky, in più questa meravigliosa pulsazione ritmica è la cornice che completa il tutto. La canzone più straordinaria scritta da /Prince è "Purple Rain". Quando /Prince cominciò a cambiare nome, ero talmente preso da lui che, quando feci l'album "1983", volevo cambiare il mio nome in Dino!! (testimonianza raccolta dalla trasmissione "Mezzogiorno con.." di Radio2 del mese di Dicembre '99)



Gegè Telesforo:Che dire, credo di essere forse l'unico artista, musicista italiano ad essere entrato nei mitici Paisley Park Studios, dove ho registrato parte di un mio progetto discografico (" GeGè & the Mother Tongue per la GoJazz records,1995) con due suoi ex collaboratori, i fratelli Paul e Ricky Peterson. Ho vissuto a Minneapolis per quasi un mese, girando di notte per clubs come The Bunker dove mi sono esibito con i Twin Cities Jammers (Michael B., Margie Cox, The Steels...)Gegè @ Paisley Park e ho visitato spesso luoghi di "culto" come la disco Glam Slam, sono stato fidanzato con una ballerina che stava girando un video per la NPG, insomma ho visto con i miei occhi cosa succedeva nella città più funk del mondo. Lui è un genio, un grande musicista, un artista completo come pochi al mondo, con un carattere particolare, difficile da decifrare, timido e carismatico. L'ho anche conosciuto una sera dopo le registrazioni. Io ero con il mio producer Ben Sidran che mi fà un cenno, mi volto e lo vedo vestito di seta bianca, un completino camicia e pantaloni con stivaletti bianchi e occhialini rotondi e lenti azzurre. Si ferma da noi, saluta Sidran che me lo presenta e lui fissandomi mi dice:" Hi J.J., welcome at Paisley..." e volò via nello studio "A". (interpellato personalmente il 23 Gennaio 2000)



Fabio Frizzi:

- Quale lato ti piace della sua musica? Il "/Prince" melodico o il "/Prince", diciamo, funk pieno di ritmo coinvolgente?"

Quello che mi è sempre piaciuto di Prince è la sua complessa personalità musicale, quindi proprio il fatto che in lui coesistano le due chiavi fondamentali della musica: la melodia e il ritmo. La prima come espressione di un'interiorità da raccontare, strumento per comunicare agli altri il proprio mondo, le proprie emozioni; il secondo come elemento liberatorio, come riferimento istintivo e naturale.

- In cosa lo ammiri di più?

Probabilmente la sua caratteristica più invidiabile è, come peraltro nel caso di tutti i numeri 1 dell'arte in generale, l'originalità. Penso sia difficile confondere un suo brano con l'opera di altri musicisti. La personalità non è acqua.

- Da musicista, cosa ne pensi delle sua musica scritta su spartito?

Non mi è mai capitato di vedere musica stampata dei brani di Prince. Comunque posso assicurarti che nessun artista (o quasi) controlla personalmente quello che la casa di edizione pubblica.

- Da quanto tempo sei un suo "ammiratore"?

Parecchi anni fa mi capitò di vedere un suo clip su Video Music. Mi colpì e da allora cominciai ad interessarmi alla sua musica.

- Qual'è stata la prima sua canzone che hai ascoltato?

Probabilmente "Purple rain"

- Quale sua canzone avresti voluto scrivere?

Ho ammirazione per chi fa bene questo lavoro, per i miei colleghi che considero bravi. E preferisco ascoltare le canzoni di Prince (come i brani di altri straordinari professionisti) contento del fatto che le abbia scritte lui.

- E la sua canzone preferita che "sempre" porti con te, qual'è?

Non ce n'è una in particolare. Mi piace genericamente il suo "mondo" in senso ritmico, la continua invenzione di un'immagine sonora fatta di mille ingredienti indipendenti che si fondono in una camminata inarrestabile e affascinante.

- Come lo consideri: un genio o un semplice musicista?

Lo considero un grande. Un artigiano della musica, spesso baciato dalla genialità, non disposto a compromessi artistici. (intervistato persolamente il 20 Marzo 2000)


gianmarco tognazzi :Mi ricordo di averlo ascoltato la prima volta nell' 83 quando andai a LA per il film di Vanzina e credo che la sua prima canzone che ascoltai fu Purple Rain, se non sbaglio. Come attore non ti saprei dire , non posso giudicare avendo visto solo Purple Rain tanto tempo fa,doppiato in italiano,ma credo che come tutti i grandi artisti abbia una sensibilità particolare che gli consente (diciamoci la verità) nonostante un fisico non proprio da primo attore, di potersi cimentare in quel che vuole uscendone sempre conoriginalità e disinvoltura.(interperllato personalmente il 23 Novembre 2000)



 
 

 
 
 
Return 2 Index
symbol rounding
 
I Love U In Me
     Amicizia2theArtist