Art. 100

(Targhe di immatricolazione e di riscontro degli autoveicoli, dei motocicli e dei rimorchi)

 

Giurisprudenza

 

RICICLAGGIO - ESTREMI

  SOSTITUZIONE DELLA TARGA DI UN'AUTOVETTURA

AUTO - PROVENTO DI DELITTO DI RICICLAGGIO - CONFIGURABILITA'

La sostituzione della targa di un'autovettura - che costituisce il più significativo, immediato ed utile dato di collegamento della res con il proprietario che ne è stato spogliato - ovvero la manomissione del suo numero di telaio, devono ritenersi operazioni tese ad ostacolare l'identificazione della provenienza delittuosa della cosa ed integrano, pertanto, il reato di riciclaggio di cui all'art. 648 bis c.p. (come modificato dall'art. 4 L. 9 agosto 1993, n. 328): con tale disposizione, infatti, il legislatore ha voluto reprimere sia le attività che si esplicano sul bene trasformandolo o modificandolo parzialmente, sia quelle altre che, senza incidere sulla cosa ovvero senza alterarne i dati esteriori, sono comunque di ostacolo per la ricerca della sua provenienza delittuosa.

(Cass. Pen., Sez. II, 3 ottobre 1997, n. 9026) 

 

AUTOVETTURA DI PROVENIENZA DELITTUOSA

APPOSIZIONE DI TARGA DI PERTINENZA DI ALTRO VEICOLO

RICETTAZIONE - CONFIGURABILITÀ - ESCLUSIONE - RICICLAGGIO SUSSISTENZA

Alla stregua dell'attuale formulazione dell'art. 648 bis c.p., secondo cui il reato di "riciclaggio" ivi contemplato può avere ad oggetto, oltre al denaro, anche "beni o altre utilità" che, al pari del danaro, provengono da delitto non colposo, deve ritenersi che sussista il detto reato e non quello di ricettazione semplice di cui all'art. 648 c.p. (rispetto al quale il primo si presenta con carattere di specialità), nel caso in cui taluno, ricevuta anche una sola autovettura di provenienza delittuosa, vi apponga, allo scopo di ostacolare l'accertamento di tale provenienza, targhe di pertinenza di altro veicolo.

(Cass. Pen., Sez. I, 21 giugno 1997, n. 3373)

 

APPLICAZIONE DELLA PENA SU RICHIESTA DELLE PARTI - PENA

SANZIONE AMMINISTRATIVA ACCESSORIA – CONFISCA

La confisca dei veicoli prevista come sanzione accessoria per i reati di circolazione con i veicoli con targa contraffatta, di cui all'art. 100 c.s., ha carattere amministrativo, come si desume dagli artt. 210 e 213 c.s., e non di misura di sicurezza, ed è quindi compatibile con il rito del patteggiamento.

(Cass. Pen., Sez. IV, 13 febbraio 1997, n. 3188)

 

TARGHE DI RICONOSCIMENTO PER AUTOVEICOLI

L'art. 68 c. 4 del previgente Codice della strada, presuppone la violazione del Monopolio dello Stato e non riguarda la condotta di chi, per ovviare alla mancanza della targa, circoli con una targa palesemente fittizia perché‚ composta con cartone e pennarello o con lettere e numeri autoadesivi.

L'uso di tale targa è penalmente irrilevante.

Trovava applicazione l'art. 66 del vecchio C.d.S.

Tale condotta, oggi, integra un semplice illecito amministrativo, l'art. 100 c. 4 - 11 del C.d.S.

(Cass. Pen., sez. IV, 14 maggio 1996 n. 4815)

 

TARGHE ABUSIVE

In tema di violazione del codice della strada, il fatto di circolare con targhe fabbricate abusivamente, non solo non è stato depenalizzato dall'art. 231 del nuovo codice della strada entrato in vigore con decreto legislativo 30 aprile 1992 n. 285, ma anzi, a partire dall'1 ottobre 1993 esso è punito più severamente rispetto alla previsione dell'art. 68 del codice della strada previgente (D.P.R. 15 giugno 1959 n. 393.) Perciò, per i fatti anteriormente verificatisi, deve applicarsi, nel rispetto del principio dell'art. 2 cod. pen., la norma del codice della strada del 1959 (D.P.R. 15 giugno 1959 n. 393.)

(Cass. Pen., Sez. IV,  15 novembre 1995, n. 3606)

 

TARGHE DI RICONOSCIMENTO

VEICOLO MUNITO DI TARGA RIPRODOTTA PER IMITAZIONE DI QUELLA ORIGINALE

Chi circola alla guida di un veicolo munito di targa riprodotta per imitazione di quella originale, con le stesse indicazioni di questa, senza avere provveduto agli adempimenti di cui ai commi 1 e 2 dell'art. 102 del D.L.vo 30 aprile 1992, n. 285, vale a dire senza averne denunciato lo smarrimento, la sottrazione o la distruzione ovvero, dopo i quindici giorni della presentazione della denuncia detta, senza richiesta di nuova immatricolazione, risponde della violazione prevista dal comma 6 del citato art. 102, e non già della contravvenzione di cui all'art. 100, comma 12 D.L.vo n. 285 del 1992. Quest'ultima norma, infatti, sanziona la circolazione con targa non propria del veicolo ma appartenente ad altro mezzo nonché l'ipotesi di circolazione con targa contraffatta consistente sia nella contraffazione degli estremi della targa originaria o nella creazione di una targa per imitazione sia nella sostituzione della targa vera, occultata o soppressa, con altra contenente estremi diversi, coincidenti o meno con quelli di altra targa di un diverso veicolo.

(Cass. Pen., Sez. IV, 15 marzo 1995, n. 2597)